Menu
Cerca
Magazine
Cerca

Gestire o pianificare la pensione in Germania

Francesca

Buongiorno a tutti,

Risparmiare per la pensione mentre si vive in Germania può essere complicato. Tra le diverse opzioni disponibili, la normativa locale, la tassazione e gli accordi bilaterali tra Italia e Germania, orientarsi non è immediato.

Vi invitiamo a condividere la vostra esperienza per aiutare altri espatriati e futuri espatriati a pianificare i risparmi per la pensione in Germania.

Come gestite il patrimonio destinato alla pensione durante l’espatrio in Germania?

Avete incontrato difficoltà nel trasferire la pensione dall’Italia e quale iter avete seguito?

Quali aspetti fiscali, o eventualmente legati al cambio valuta, è bene considerare?

Esistono fondi pensione locali, pubblici o privati, che consigliereste?

Quali sono i piani pensionistici o di investimento più popolari tra gli espatriati in Germania?

Cosa avreste voluto sapere in anticipo per pianificare al meglio i risparmi per la pensione?

Grazie per il contributo!

Francesca
Team

Vedi anche

Vivere in Germania: la guida per espatriatiPresentazioneSicurezza stradale in GermaniaCittadinanza TedescaLe truffe più comuni in Germania
Eco MENTIS

Gentile Francesca,


quello della pensione per noi espatriati è un tema assai delicato. Per chi, come me, ha lavorato in due nazioni europee diverse, la pensione sarà pari alla somma della quota tedesca e di quella italiana. Le due quote si calcolano in maniera proporzionale, in funzione dei contributi effettivamente versati nei rispettivi Paesi.


Un esempio: se risiedo in Germania da oltre 30 anni e i primi 10 anni di lavoro li ho trascorsi in Italia, la mia pensione mi verrà erogata per il 25% dallo Stato italiano e per il 75% da quello tedesco.


La questione diventa invece più complessa nel momento in cui si devono calcolare i valori effettivi delle due quote. in pratica diventa complessa perché:

-Ogni Paese ha regole di calcolo molto diverse (Italia = sistema contributivo con coefficiente di trasformazione; Germania = sistema a punti).

-Le normative cambiano di frequente, soprattutto i coefficienti, i valori dei punti e le età pensionabili.

-I Regolamenti UE (883/2004 e 987/2009) garantiscono che nessun contributo vada perso, ma non semplificano il calcolo finale.


Per questo è necessario rivolgersi agli enti preposti (per esempio i patronati) e a professionisti che conoscano molto bene sia le disposizioni europee che le normative vigenti in Germania e in Italia.


Trovare qualcuno veramente preparato in materia non è cosa semplice. Forse qualcuno dei lettori ci può suggerire referenze affidabili? In ogni caso, posso consigliare di iniziare a informarsi tramite strumenti come l’AI e poi, come detto, rivolgersi a un patronato: è un punto di partenza.


Aggiungo una nota: tutti i governi succedutesi (di sin-centro-dx, non cambia nulla) sanno da decenni oramai che proprio in questi anni (quindi per i nati intorno alla metá degli anni '60), si sarebbe giunti ad una situazione critica sul tema delle pensioni, ma nessuno – dico nessuno – si è mai preoccupato di affrontare il tema e proporre soluzioni concrete per anticipare il disagio. Parlare di pensioni è impopolare e si rischia di perdere la poltrona! Ma se chi ci governa non si occupa di risolvere i grandi problemi reali che abbiamo, a cosa serve?

Forse solo a crearne di nuovi, sostenendo il riarmo e a accogliendo orde di povera gente che non sono una risorsa ma un enorme costo e disagio per la nazione. Non mi schiero pro/contra a nessun partito, sollevo solo un pensiero logico.

L´unico che ha fatto qualcosa di buono in merito fu Mussolini. I pensionati e le loro progenie che dal dopoguerra sino ad oggi ne godono e beneficiano ancor oggi, non dovrebbero dimenticarsene.


Se qualcuno ha suggerimenti sul tema pensione mi contatti: per cortesia nessun commento politico ma idee e soluzioni ad un grave problema per coloro che come me dovrebbero far domanda di pensionamento a breve. Grazie EC

pjpj

Buondi' Francesca.

Sul tema pensioni non sono personalmente ferratissimo, essendo un tema che mi troverò ad affrontare tra qualche lustro (con i tempi che corrono). Provo comunque a condividere qualche pensiero sui punti da te citati.

•    Sicuramente alla pensione occorre pensarci da giovani, appena si entra nel mondo del lavoro (dipendente o autonomo). Chiaro che un lavoro intermittente mette a rischio la continuità contributiva e quindi il montante utilizzabile per il calcolo della pensione. Comunque, l'idea sarebbe quella di avere più "pilastri": quello statale (INPS o altro ente in Italia), un fondo pensione di categoria (alcuni sono ormai molto consolidati e ben avviati) e un fondo pensione "aperto"/polizza vita o altro strumento finanziario che possa essere riscattato dopo qualche decade e trasformato in capitale o rendita. Se questi strumenti sono tutti in Italia, tenderei a lasciarli in Italia. Alla scadenza o alla maturazione dei requisiti pensionistici, riscatterei quanto accumulato e valuterei se trasferire il capitale in Germania oppure no. A questo proposito occorre considerare gli aspetti fiscali di tale trasferimento: un commercialsta tedesco qui e' necessario per valutare la convenienza. Per quanto invece riguarda la pensione maturata in Italia vale quanto detto sopra da EcoMENTIS.

•    In Germania possono valere gli stessi criteri, ovvero crearsi diversi pilastri. Ritengo che siano possibili soluzioni di investimento su prodotti finanziari analoghi a quelli disponibili in Italia. Magari, se il datore di lavoro e' strutturato possono esserci fondi pensione aziendali a supporto della pensione statale, oltre a fondi di categoria (es. Chimici/Farmaceutici, metalmeccanici...etc) e polizze vita (la Germania è la patria delle assicurazioni...). Per il calcolo della pensione l'idea di rivolgersi a patronati tedeschi è secondo me giusta. Esiste una lista (seppure non aggiornatissima) di Patronati italiani in Germania (Fonte: Ambasciata italiana Berlino - Gen-2020):

•    Riguardo ai passi formali per richiedere la pensione suggerirei in prima battuta il datore di lavoro e/o i patronati per inoltrare ufficialmente la richiesta con i documenti necessari, specie per le evidenze legate a periodi lavorativi all'estero. Un'altra fonte potrebbero essere i COM.IT.ES (Comitati Italiani Residenti all'Estero). Qui il link ad una pubblicazione del Com.It.Es di Colonia sulla Pensione in Germania


Ovviamente qualsiasi altro contributo a chiarire la materia e' sempre ben accetto.


Grazie e alla prossima.

psbq53

@eco Mentis


se lei vive in Germania deve portare i necessari documenti per chiedere la pensione italiana all’istituzione tedesca preposta. Tra i documenti da portare si ricordi di allegare anche copia del suo codice fiscale, copia passaporto/CI, un documento di residenza Aire (da chiedere al suo comune italiano) e il modello ci533 (verifichi se é il modulo corretto,  in lingua italiano e tedesco) timbrato da Finanzamt per verificare la sua effettiva residenza in Germania come descritto all’articolo 4-Residenza (controlli per favore) della convenzione Italia-Germania (in questo link trova le informazioni riguardante anche la convenzione Italia-Germania per evitare la doppia tassazione

)


Se per ricevere la pensione italiana è necessario (a parte la età) avere 30 anni di contributi ma lei ha lavorato in Italia solo 10 anni allora l’INPS chiederà alla Germania (parlano tra loro Italia-Germania lei non deve fare niente) di sapere quanto tempo lei ha lavorato (contributi) in Germania (20 anni). L’INPS, ricevuto il dato dalla Germania, calcolerà la pensione italiana su 30 anni di contributi (10 anni italiani e 20 anni tedeschi) e poniamo che il risultato è 1234€ ma la quota che lei riceverà come pensione italiana ( si chiama pro-rata) sarà proporzionale solo agli effettivi 10 anni che lei ha lavorato in Italia e quindi: 1234:30=x:10 > x=1234*10/30 > cioè la sua pensione italiana sarà di 411,33€

Stessa logica applicherà la Germania quando dovrà pagarle la pensione tedesca.


Una cosa importante: quasi tutti gli Stati pretendono che lei non lavori da nessuna parte nel “mondo” per poterle dare la pensione. Perciò verifichi con l’INPS se lei deve smettere di lavorare in Germania dal momento che riceverà  la pensione italiana.


Da qualche parte ho un documento di un sindacato italiano che spiega bene, con poche parole, quello che ho scritto sopra e appena lo trovo glielo mando.

Saluti

psbq53

@eco Mentis


qui trova il documento del sindacato ItalUIL riguardante il calcolo della pensione pro-rata.

Saluti c