Gentile Francesca,
quello della pensione per noi espatriati è un tema assai delicato. Per chi, come me, ha lavorato in due nazioni europee diverse, la pensione sarà pari alla somma della quota tedesca e di quella italiana. Le due quote si calcolano in maniera proporzionale, in funzione dei contributi effettivamente versati nei rispettivi Paesi.
Un esempio: se risiedo in Germania da oltre 30 anni e i primi 10 anni di lavoro li ho trascorsi in Italia, la mia pensione mi verrà erogata per il 25% dallo Stato italiano e per il 75% da quello tedesco.
La questione diventa invece più complessa nel momento in cui si devono calcolare i valori effettivi delle due quote. in pratica diventa complessa perché:
-Ogni Paese ha regole di calcolo molto diverse (Italia = sistema contributivo con coefficiente di trasformazione; Germania = sistema a punti).
-Le normative cambiano di frequente, soprattutto i coefficienti, i valori dei punti e le età pensionabili.
-I Regolamenti UE (883/2004 e 987/2009) garantiscono che nessun contributo vada perso, ma non semplificano il calcolo finale.
Per questo è necessario rivolgersi agli enti preposti (per esempio i patronati) e a professionisti che conoscano molto bene sia le disposizioni europee che le normative vigenti in Germania e in Italia.
Trovare qualcuno veramente preparato in materia non è cosa semplice. Forse qualcuno dei lettori ci può suggerire referenze affidabili? In ogni caso, posso consigliare di iniziare a informarsi tramite strumenti come l’AI e poi, come detto, rivolgersi a un patronato: è un punto di partenza.
Aggiungo una nota: tutti i governi succedutesi (di sin-centro-dx, non cambia nulla) sanno da decenni oramai che proprio in questi anni (quindi per i nati intorno alla metá degli anni '60), si sarebbe giunti ad una situazione critica sul tema delle pensioni, ma nessuno – dico nessuno – si è mai preoccupato di affrontare il tema e proporre soluzioni concrete per anticipare il disagio. Parlare di pensioni è impopolare e si rischia di perdere la poltrona! Ma se chi ci governa non si occupa di risolvere i grandi problemi reali che abbiamo, a cosa serve?
Forse solo a crearne di nuovi, sostenendo il riarmo e a accogliendo orde di povera gente che non sono una risorsa ma un enorme costo e disagio per la nazione. Non mi schiero pro/contra a nessun partito, sollevo solo un pensiero logico.
L´unico che ha fatto qualcosa di buono in merito fu Mussolini. I pensionati e le loro progenie che dal dopoguerra sino ad oggi ne godono e beneficiano ancor oggi, non dovrebbero dimenticarsene.
Se qualcuno ha suggerimenti sul tema pensione mi contatti: per cortesia nessun commento politico ma idee e soluzioni ad un grave problema per coloro che come me dovrebbero far domanda di pensionamento a breve. Grazie EC